


{"id":8288,"date":"2016-06-11T07:33:33","date_gmt":"2016-06-11T07:33:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unirufa.it\/?p=8288"},"modified":"2020-08-08T11:55:20","modified_gmt":"2020-08-08T09:55:20","slug":"rufa-contest-story","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unirufa.it\/es\/2016\/06\/11\/rufa-contest-story\/","title":{"rendered":"RUFA Contest story"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-es\">Disculpa, pero esta entrada est\u00e1 disponible s\u00f3lo en <a href=\"https:\/\/www.unirufa.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8288\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"IT\">IT<\/a> y <a href=\"https:\/\/www.unirufa.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8288\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-en\" title=\"EN\">EN<\/a>.<\/p><h3>Aspettando i finalisti del RUFA Contest 2016, facciamo un po&#8217; di ordine tra i ricordi, raccontando le intuizioni artistiche del Contest 2015<\/h3>\n<p>\u00c8 passato un anno dal RUFA Contest 2015. Un&#8217;esperienza intensa ed entusiasmante, che ha proiettato l&#8217;Accademia in una dimensione internazionale e che ha regalato ai pi\u00f9 meritevoli artisti e creativi made in RUFA la possibilit\u00e0 di cimentarsi con un grande protagonista della scena creativa mondiale, il graphic designer Stefan Sagmeister. Il tema scelto per il RUFA Contest 2015 \u00e8 stato \u00abCosa ho imparato nella mia vita finora\u00bb. E le risposte degli studenti sono state tutte sorprendenti. Le varie selezioni hanno poi portato all&#8217;individuazione dei 25 finalisti. Ve li presentiamo uno alla volta, giorno dopo giorno, per ripercorrere il racconto di una storia fatta di talento, genialit\u00e0 e passione.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>THERE IS ONLY A MOMENT. ALAIN PARRONI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-121.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-121-300x178.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9099\" \/><\/a>\n<p>\u201cSINDONE\u201d o \u201cThere\u2019s Only a Moment\u201d prevede 2 fasi. La prima comprende una breve presentazione video supportata dalla realizzazione di \u201cGraffiti\u201d dipinti con acqua. Figure umane che percorrono un ipotetico viaggio, prenderanno vita grazie al mezzo cinematografico, che come dall\u2019albore di tale tecnica tenter\u00e0 di far risorgere qualcosa di evanescente come la nostra dimensione temporale. La seconda fase prevede il dipingere, sempre con l\u2019ausilio dell\u2019acqua, su di un monolite di cemento 2&#215;1 m, una figura umana che lentamente scompare senza lasciar traccia.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>IO SONO L&#8217;OBIETTIVO DIETRO L&#8217;OBIETTIVO. ERICA BELLUCCI<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-120.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-120-300x221.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9041\" \/><\/a><br \/>\nLa fotografia inizialmente medium tra lo sguardo interno della studentessa e la realt\u00e0 \u00e8 diventata parte di lei, del suo occhio. Le tre fotografie rappresentano lo sviluppo del suo sguardo che attraversa tre fasi, da una visione ad occhi chiusi alla piena messa a fuoco. La scultura trasferisce allo spettatore che si porge vicino al foro del globo una sensazione di nero e vuoto in cui l\u2019unica parte visibile \u00e8 la fotografia di fronte. Lo spettatore entra nella testa dell&#8217;artista e vede attraverso il suo sguardo; vede ci\u00f2 che vuole mostrare, diventa l\u2019obiettivo che sta dietro l\u2019obiettivo. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>ALIENAZIONE DALLA REALTA&#8217;. MICHELE BLASILI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-25.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-25-300x166.png\" alt=\"Immagine 2\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9019\" \/><\/a>\n<p>In ogni foto del progetto lo studente analizza un oggetto diverso: quadro, libro, televisore, telefono e computer. All\u2019interno di ognuna delle 5 foto spiega come l\u2019oggetto rappresentato crei in noi questa alienazione dalla realt\u00e0. Ogni oggetto ha un suo modo di influenzare la nostra vita e dunque ogni foto ha un suo significato secondario, oltre quello principale (cio\u00e8 quello di mostrare come noi siamo alienati da ci\u00f2 che ci circonda). Oltre alle foto c\u2019\u00e8 un video dove spiega come, questa alienazione, influenzi le nostre vite.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>SII FORTE, MA PIANGI. ELENA CASTIGLIA<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-119.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-119-300x228.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8963\" \/><\/a>\n<p>Quattro anni fa, il nucleo familiare di Elena si \u00e8 frammentato, facendo crollare tutte le certezze costruite fino a quel momento. Nonostante le persone a lei vicine la incitassero ad essere forte, in un primo momento si \u00e8 lasciata schiacciare dalla delusione. Ha imparato che forte non \u00e8 chi non piange o non si piega al dolore, ma chi riesce a prendere in mano la situazione e reagire. Ha rappresentato nel lavoro il suo occhio, scrivendo ripetutamente la frase \u201cbe strong\u201d a mano, con matite acquerellabili, inserendo poi la scritta \u201cbut cry\u201d sciolta con acqua, come se fosse una lacrima reale.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>UNO SCONOSCIUTO NELLO SPECCHIO. ILARIA PEDONI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-118.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-118-300x166.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8947\" \/><\/a>\n<p>Una giovane ragazza si innamora di un clown di strada,che per\u00f2 sembra non ricambiare il suo sentimento. Per conquistarlo decide allora di travestirsi da clown. Ma nel momento in cui lei si toglie la maschera, lui la rimprovera, facendole capire che se vuole restare con lui deve continuare ad essere come lui. La ragazza innamorata gli obbedisce, mettendo cos\u00ec da parte la sua personalit\u00e0, per indossarne ogni giorno un\u2019altra che non le appartiene. Cosa le dar\u00e0 la forza per liberarsi di lui e della sua finta immagine, che si era costruita soltanto per compiacere qualcun altro? <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>PANTA REI. CHIARA GIANCAMILLI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-117.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-117-300x200.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8894\" \/><\/a>\n<p>Ogni istante che viviamo non \u00e8 mai uguale ad uno precedente e noi mutiamo con essi. Il nostro corpo e la nostra mente sono strettamente legati al tempo e per questo Chiara ha voluto focalizzare l\u2019attenzione sul fluire della vita, inserendo un ostacolo davanti al soggetto poich\u00e8 \u00e8 quello che siamo soggetti affrontare quotidianamente. Ma anche i nostri ricordi sono condizionati dal tempo e non sempre sono cos\u00ec vividi come, al contrario, i nostri occhi ci permettono di vedere il mondo. Tante volte, ci resta difficile anche ricordare il volto di qualcuno che abbiamo amato. Solo il presente \u00e8 a colori.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>RED CARPET. CHRISTOPHE CONSTANTIN<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-24.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-24-300x220.png\" alt=\"Immagine 2\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8888\" \/><\/a><br \/>\nRed Carpet \u00e8 un installazione composta da una stampa del logo della rivista \u201cLIFE\u201d incorniciata e da un tappeto rosso arrotolato sul quale \u00e8 stampata a fuoco la scritta \u201cIS YOURS\u201d. Il titolo del lavoro si ispira ai tappeti rossi che accolgono i gossip durante le cerimonie, ad esempio quelle cinematografiche. L\u2019installazione interroga sullo spettatore, sul ruolo che vuole prendere nella vita: essere una figura attiva (Attore), o rimanere una persona passiva (Spettatore).<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>LA DIFFICILE CONSAPEVOLEZZA DI COGLIERE L&#8217;ARMONIA CHE C&#8217;E&#8217; NEL CAOS. GIULIA TIVELLI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tivelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tivelli-300x187.jpg\" alt=\"tivelli\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8873\" srcset=\"https:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tivelli-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tivelli.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a>\n<p>Da sempre, l\u2019essere umano combatte tra due dimensioni, l\u2019armonia e il caos. Continua ad oscillare tra i due, cercando regole, forme ma senza trovare il punto di equilibrio. Non accetta che possano coesistere entrambe, poich\u00e9 attirato dal fascino del caos, e dalla ricerca dell\u2019ordine. E\u2019 una lotta che ci appartiene, che ci porta a dover accettare entrambi i fattori alla ricerca di una pur difficile compatibilit\u00e0. L\u2019utilizzo dello Split Screen \u00e8 la chiave per poter percepire tale contrasto, cui segue la fusione e l\u2019unione fra \u201cApollo e Dioniso\u201d, tra \u201c l\u2019armonia e il caos\u201d. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>PER ASPERA AD ASTRA, COSTRUIRE IL FUTURO. FRANCESCO FILOSA<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-23.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-23-300x206.png\" alt=\"Immagine 2\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8790\" \/><\/a>\n<p>All\u2019interno di una valigia, icona del moto perpetuo dell\u2019esistenza, si staglia il muro dell\u2019identit\u00e0, frastagliato e tridimensionale, formato da tasselli preziosi e imprevedibili, rappresentanti valori, principi, insegnamenti ed esperienze. Un muro da valorizzare, in ogni circostanza in modo diverso, per permettere all\u2019individuo di mostrare se stesso. Nasce cos\u00ec un gioco di luci che, tramite uno specchio nascosto, plasma l\u2019immagine dell\u2019identit\u00e0 e ne evidenzia la parte pi\u00f9 esteriore o l\u2019intima profondit\u00e0. Simbolicamente la dicotomia dell\u2019identit\u00e0, \u201cper aspera ad astra\u201d, nel viaggio della vita.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>PATER FAMILIAS. SIMONA MARTELLO<\/h3>\n<p>10 statole. 10 scatole che racchiudono delle foto, foto di oggetti di un padre, foto di oggetti di una bambina. Un armadio, un armadio che custodisce queste scatole. Un russare, bambini che ridono, suoni racchiusi all\u2019interno dell\u2019armadio. Questa \u00e8 stata l&#8217;installazione di Simona. Il suo intento \u00e8 quello di evocare il concetto del ricordo, facendo in modo che lo spettatore, cos\u00ec come la ragazza nel video, vada a scovare queste scatole, racchiuse nell\u2019armadio, ricordando una storia comune: il rapporto di un padre e di una figlia. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>IMPEGNO. ELLEN WOLF<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Wolf.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Wolf-300x246.png\" alt=\"Wolf\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8782\" \/><\/a>\n<p>La parola \u201dEffort\u201d fa riferimento a un\u2019abitudine del pap\u00e0 di Ellen di interpretare un proverbio danese: \u00abSupera l\u2019ostacolo nel suo punto pi\u00f9 basso\u201d cambiandolo in \u201dsupera l\u2019ostacolo nel suo punto pi\u00f9 impervio\u201d. Lui voleva dirle che si dovrebbe sempre scegliere il percorso pi\u00f9 difficile, senza scorciatoie, in modo da scatenare la propria forza creativa nell\u2019affrontarlo, dando il massimo lungo il percorso. L\u2019arte per Ellen \u00e8 diventata l\u2019arte della Perfezione. La grande domanda e quindi la grande sfida da affrontare, \u00e8 definire il concetto di perfezione, come disegnare lo scarabocchio perfetto.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>EVERYTHING IS CONNECTED. PRISCILLA CONTESINI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-115.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-115-300x191.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8792\" \/><\/a>\n<p>Priscilla Contesini pur non essendo rientrata tra i finalisti \u00e8 comunque salita sul palco del Rufa Contest al Teatro Olimpico grazie alla sua opera \u00abEverything is connected\u00bb, che \u00e8 stata selezionata per il premio speciale Sky Arte Hd. Il noto canale tematico della piattaforma Sky \u00e8 stato partner del Rufa Contest e ha scelto un progetto da premiare. Priscilla Contesini, come ha spiegato Leonardo Mannella, Art director di Sky Arte, \u00abci ha impressionati, \u00e8 un lavoro degno di nota\u00bb. Effettivamente l&#8217;opera mostra il corpo nudo dell&#8217;artista, al centro di un cubo su sfondo nero con una serie di traiettorie al suo interno. L&#8217;opera rimarca la centralit\u00e0 dell&#8217;anima e dello spirito in tutte le scelte della vita. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>I CAN&#8217;T BE ALONE. ROBERTA FOLLIERO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-31.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-31-300x208.png\" alt=\"Immagine 3\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8793\" \/><\/a>\n<p>Il lavoro \u00e8 un\u2019installazione composta da un filo di ferro teso tra due basi di alluminio,su di esso sono appese due mollette di legno una delle quali sorregge un calzino, unico e solo, su cui \u00e8 ricamata la scritta \u201cI can\u2019t be alone\u201d. Il calzino \u00e8 ispirato alla tradizione del \u201clost socks\u201d, in cui i calzini spagliati vengono raccolti nella speranza di trovare<br \/>\nil compagno perduto. La dipendenza dal contesto e da alcune persone che ne fanno parte e il bisogno di aver qualcuno accanto spinge un individuo a ricercare il perduto, cos\u00ec il calzino ha accanto a se una molletta vuota che richiede una presenza. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>FOOD. MOOD. MOON. LUCREZIA DE FAZIO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-114.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-114-300x203.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8751\" \/><\/a>\n<p>L\u2019opera raggiunge la sua sintesi in uno scatto fotografico, dove semplicit\u00e0 e concretezza ne costituiscono la forma. Il pane \u00e8 primo alimento; ci riconduce alla casa, alla famiglia, alla quotidianit\u00e0 ma allo stesso tempo rappresenta con ironia la tanto desiderata meta, lontana, irraggiungibile, ma che si rivela incredibilmente pi\u00f9 vicina di quello che pensiamo, materna, terrena. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>CUCIRE LA VITA INSIEME. ELENA CARBINI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-113.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-113-300x184.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8736\" \/><\/a>\n<p>\u201cStitching life together\u201d, significa cucire la vita insieme. Se la vita di Elena non fosse \u201ccucita\u201d ad altre, non sarebbe uscita dalla paura. Quando siamo piccoli abbiamo l\u2019innocenza di non preoccuparci di ci\u00f2 che succede. Nel momento del suo incidente, la paura si impadroniva delle sue forze. Quando ha creduto di toccare il fondo, le persone che la amano, l&#8217;hanno salvata. Il filo che li unisce, vive nelle persone che la circondano, ricordandole da dove viene e aiutandola a capire dove potr\u00e0 arrivare. Quel filo, le ha ridato la fiducia, ha ricucito la sua ferita, e l&#8217;ha riportata a casa.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>EFFETTO DOMINO. GIANMARCO ADDUCCI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-111.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-111-300x168.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8702\" \/><\/a>\n<p>\u201cMolto spesso le nostre azioni pi\u00f9 meschine non sono altro che la conseguenza di altre azioni subite da parte di qualcun altro, \u00e8 un effetto domino, ogni tessera cadendo cade su quella dopo, che a sua volta si trover\u00e0 costretta a cadere per sopravvivere. Proprio di questo effetto lo studente ha voluto parlare, perch\u00e9 crede fermamente che tra le varie<br \/>\ntessere del domino ne esistano alcune che non cadono, che resistono, che tengono il peso delle altre, per dare il buon esempio, rispondendo con un azione contraria, rispondendo al male con il bene. Nella vita bisogna tener duro\u00bb.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>QUANDO SEI INFELICE, ACCENDI LA LUCE. PAOLO SCHIAVO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-110.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-110-300x200.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8668\" \/><\/a>\n<p>Quando le cose non vanno bene e si \u00e8 del tutto infelici \u00e8 come se ci spegnessimo. Si spengono i sorrisi, la voglia di voler fare qualcosa, semplicemente non siamo pi\u00f9 noi stessi. Ma la felicit\u00e0 la si pu\u00f2 trovare anche negli attimi pi\u00f9 tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere la luce. Il progetto di Paolo Schiavo vuole esprimere proprio questo: \u201cquando sei infelice, accendi la luce\u201d. Realizzato con una base di alluminio e l\u2019utilizzo di un tubo led luminoso di due colori, blu e rosso, per dare maggior risalto al significato della frase e con l\u2019uso di una fotocellula per l\u2019accensione al passaggio.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>STO PROGETTANDO. LORENZO STAZI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-19.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-19-300x276.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8646\" \/><\/a>\n<p>Il concept del suo progetto si basa sulla costruzione e progettazione della vita e sulle scelte che si affrontano per determinare cosa sia meglio per creare una situazione di benessere per se stessi, anche sacrificando qualcosa, come tempo libero e amici. Prendendo in esame il comportamento animale, in questo caso le api che basano la propria vita sulla costruzione del proprio alveare, ha progettato e realizzato dodici esagoni, in resina trasparente con del colorante giallo, che rappresentano le celle degli alveari. Successivamente ha progettato una font che riprendesse per l\u2019appunto alla forma esagonale.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>COSA SONO&#8230; ARTIFICIALE?. ROBERTA DE CRISTOFARO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-18.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-18-300x157.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8591\" \/><\/a>\n<p>Quando si \u00e8 bambini si cerca di spiegare con la fantasia ci\u00f2 che non si conosce. E fu cos\u00ec che quando Roberta ha sentito dire<br \/>\na sua madre di averla concepita grazie all\u2019inseminazione artificiale, pens\u00f2 di essere anche lei \u201cartificiale\u201d. Che avesse strani ingranaggi meccanici al suo interno o meno, sapeva di essere in qualche modo speciale, sapeva di avere qualcosa pi\u00f9 degli altri. Nel suo visual, sugli ingranaggi sono apposte delle incisioni, una delle quali \u00e8 un ringraziamento a sua madre: se lei non avesse scelto di avere un figlio, oggi lei non sarebbe qui.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>MOONLIGHT. DANIEL TESEI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-17.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-17-300x149.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8562\" \/><\/a>\n<p>Nella vita Daniel ha imparato che siamo attratti dalle cose che sfuggono alla nostra ragione, da bambino guardava la luna cercando di spiegarsi il firmamento e da ragazzo inizi\u00f2 a porsi domande esistenziali. Il suo lavoro, un libro rilegato a spirale di 12 pagine di formato quadrato 20&#215;20 cm, illustra la vita di un uomo che medita al chiaro di luna sulla propria esistenza, affiancato dai versi de l\u2019Infinito di Leopardi (sviluppati dalla terza di copertina fino all\u2019ultima pagina). Con quest&#8217;opera vuole trasmettere il senso di impotenza che abbiamo di fronte all\u2019infinito ma anche quanto esso ci faccia sentire vivi.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>COMBATTI E PRETENDI LE TUE CICATRICI. MARCO TAURINO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-16.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-16-300x199.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8514\" \/><\/a>\n<p>Il suo progetto nasce da un\u2019esperienza che in pochi potranno mai provare nella loro vita; parla di quando ci si trova in prima persona tra la vita e la morte, momento che ha vissuto a causa di un incidente alcuni anni fa,<br \/>\nriportando danni che lo hanno costretto a giorni in sala di rianimazione. Ed \u00e8 con questa emozione che ha voluto far sentire quello che ha provato. Non tanto il riferimento alla morte, che siamo abituati a vedere attraverso mass media, film e telefilm, quanto l\u2019attaccamento alla vita, quel momento in cui si capisce che si deve lottare per continuare a vivere. L&#8217;importante \u00e8 conservare le proprie cicatrici.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>RITMO DI CUORI SUL PALCOSCENICO. ELEONORA PORENA<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-15.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-15-300x170.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8466\" \/><\/a>\n<p>L\u2019esperienza vissuta e rappresentata nel progetto \u00e8 la vincita di un talent show in Inghilterra. La sensazione impressa nella memoria della studentessa \u00e8 stata il rumore del battito del cuore che variava in un vortice di emozioni dalla quale ha imparato l\u2019importanza della volont\u00e0 e del lavoro di gruppo. Il progetto consiste in un\u2019installazione interattiva in cui rappresenta la metafora di ci\u00f2 che ha provato. Nel video la parola \u00abrhythm\u00bb \u00e8 generata dalla musica e reagisce ad essa. Le parole \u00abon the stage\u00bb vengono generate dall\u2019input che deriva dai sensori biometrici indossati dalle persone che partecipano.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>COME TI PRESENTO A MIO PADRE?. ANTONIO PASQUARIELLO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-14.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-14-300x193.png\" alt=\"Immagine 1\" width=\"480\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8445\" \/><\/a>\n<p>Nonostante siamo nel 2016, c\u2019\u00e8 ancora molta gente che considera i disabili come inetti o li guarda con disprezzo. C\u2019\u00e8 molta discriminazione sulla disabilit\u00e0 e Antonio ha imparato questa cosa sulla propria pelle. Un giorno di aprile del 2010 se ne \u00e8 reso conto quando una ragazza con la quale si frequentava gli ha detto \u201cNon possiamo andare avanti. La nostra storia non pu\u00f2 diventare una cosa seria perch\u00e9 poi IO COME TI PRESENTEREI A MIO PADRE?!\u201d. Da questa frase ha imparato che la gente vede un disabile come un peso; nessun genitore si augura per la propria figlia una relazione sentimentale con un disabile. Quindi ha trasferito questo suo pensiero su un lavoro di grande impatto visivo e concettuale, incidendo la frase su un supporto che sembra pelle. Con questo progetto lo studente si \u00e8 aggiudicato il premio Aiap. <\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>NON SARO&#8217; MAI SOLO SULLA MIA STRADA. LORENZO PERNICIARO<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-13.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8434\" alt=\"Immagine 1\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-13-300x188.png\" width=\"480\" height=\"300\" \/><\/a>\n<p>Il suo progetto \u00e8 l\u2019immagine raffigurante la mia via d\u2019uscita da un momento che per me \u00e8 stato difficile, l\u2019abbandono da parte di suo padre, non per scelta naturale ma per scelta sua. Grazie alle persone a lui care, a lui<br \/>\nvicine tra famiglia e amici \u00e8 riuscito a crescere senza problemi come se un padre non gli servisse neanche, per questo il suo primo tatuaggio \u00e8 stato \u201cI\u2019ll never be alone on my way\u201d perch\u00e9 sa che non sar\u00e0 mai solo sulla sua strada fino a che avr\u00e0 vicino le persone a lui care. Il suo lavoro \u00e8 stato anche assegnatario del premio speciale Radio Centro suono.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>9 COSE. LORENZA LIGUORI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/13419142_1124632634244965_8910824345186812099_n.-downloaded-with-1stBrowser.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8388\" alt=\"13419142_1124632634244965_8910824345186812099_n. [downloaded with 1stBrowser]\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/13419142_1124632634244965_8910824345186812099_n.-downloaded-with-1stBrowser-300x204.png\" width=\"480\" height=\"300\" \/><\/a>\n<p>Il suo progetto \u00e8 stato realizzato materialmente come un poster-istallazione, in cui sono presenti dei punti luce che seguono la costellazione di numeri. Dietro il poster, infatti, \u00e8 stato creato un circuito di luci al neon che permette di illuminare i punti interessati. Unendoli e ripercorrendoli e possibile scrutare nell&#8217;animo della giovane creativa, riuscendo a leggere le nove cose che ha imparato nella sua vita finora.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>SENTI LA MUSICA, VEDI LA MUSICA. CHIARA TEDONE<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8378\" alt=\"Immagine 3\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-3-300x182.png\" width=\"480\" height=\"300\" \/><\/a>\n<p>La musica non \u00e8 solo da ascoltare, \u00e8 da sentire. Se la sentissimo davvero, potremmo comprenderne la vera essenza fino a farne un\u2019esperienza visiva. Il progetto consiste in un\u2019installazione audiovisiva in cui le canzoni sono tradotte in visualizzazioni astratte in movimento che si formano sui contorni della frase-titolo e reagiscono agli impulsi della canzone, cambiando forme ei colori a seconda del ritmo e della traccia corrente. L\u2019installazione potrebbe funzionare attraverso una playlist preimpostata o essere resa interattiva inserendo la canzone che si vuole visualizzare dal proprio mp3. La sua opera ha convinto la giuria e anche MTV, che ha deciso di assegnarle, in qualit\u00e0 di partner, il premio speciale, aprendole le porte degli MTV Digital days.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<h3>PANTA REI &#8211; TUTTO SCORRE. CHIARA GIANCAMILLI<\/h3>\n<a href=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8289\" alt=\"Immagine 1\" src=\"http:\/\/www.unirufa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Immagine-11.png\" width=\"480\" height=\"300\" \/><\/a>\n<p>Ogni istante che viviamo non \u00e8 mai uguale ad uno precedente e noi mutiamo con essi. Il nostro corpo e la nostra mente sono strettamente legati al tempo e per questo ha voluto focalizzare l\u2019attenzione sul fluire della vita,<br \/>\ninserendo un ostacolo davanti al soggetto poich\u00e8 \u00e8 quello che siamo soggetti affrontare quotidianamente. Ma anche i nostri ricordi sono condizionati dal tempo e non sempre sono cos\u00ec vividi come, al contrario, i nostri occhi ci permettono di vedere il mondo. Tante volte, ci resta difficile anche ricordare il volto di qualcuno che abbiamo amato. Solo il presente \u00e8 a colori.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disculpa, pero esta entrada est\u00e1 disponible s\u00f3lo en IT y EN.Aspettando i finalisti del RUFA Contest 2016, facciamo un po&#8217; di ordine tra i ricordi, raccontando le intuizioni artistiche del Contest 2015 \u00c8 passato un anno dal RUFA Contest 2015. 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