Da RUFA al Locarno Film Festival: il viaggio di Elia Canevascini con Lääne/Vostok

Nato a Locarno, formato a Roma e approdato in Estonia grazie a un Erasmus: è da questo percorso che prende forma Lääne/Vostok, il documentario di Elia Canevascini, giovane filmmaker laureato in RUFA, arrivato alla 79ª edizione del Locarno Film Festival nella sezione Pardi di Domani – Concorso Nazionale.

Ci sono film che nascono da un’idea precisa e altri che prendono forma lentamente, attraverso incontri, spostamenti e luoghi che finiscono per diventare parte integrante della storia che si vuole raccontare. È il caso di Lääne/Vostok, documentario sperimentale di Elia Canevascini, nato da un’esperienza di studio all’estero e sviluppato nel corso di oltre un anno fino ad arrivare al Locarno Film Festival.

Canevascini, nato nel 1998 a Locarno e formatosi in ambito cinematografico a Roma presso RUFA – Rome University of Fine Arts, nel 2024 partecipa al programma Erasmus e trascorre un semestre alla Tallinn University, in Estonia. È qui che prende forma l’idea del progetto: raccontare il confine tra Estonia e Russia, un territorio che assume un significato particolare alla luce delle tensioni geopolitiche riaccese nell’area baltica dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Il tema del confine, però, non è del tutto estraneo alla storia personale del filmmaker. Cresciuto tra la Svizzera e l’Italia, Canevascini ha sempre vissuto quella dimensione geografica come parte del proprio quotidiano. L’esperienza in Estonia gli offre così la possibilità di confrontarsi con un confine profondamente diverso: non soltanto una linea geografica, ma uno spazio segnato dalla storia, dalle identità nazionali e dalle tensioni politiche contemporanee.

«Sono nato e cresciuto a ridosso di un confine fortunatamente pacifico, penso quindi sia naturale per me essere attratto da realtà simili alla mia, ma allo stesso tempo opposte, come quella tra Estonia e Russia».

Dall’Erasmus al set

Durante il semestre alla Tallinn University, l’idea inizia a trasformarsi in un vero progetto cinematografico. Canevascini costruisce sul posto una troupe e, nel novembre 2024, insieme ai suoi collaboratori percorre per una settimana il confine tra Estonia e Russia, raccogliendo ore di materiale video.

Il lavoro prosegue nei mesi successivi: al girato si aggiungono la selezione del materiale, la costruzione della traccia audio e le diverse fasi di postproduzione. Per la realizzazione dell’audio, gli attori registrano in Estonia mentre il regista segue il lavoro da remoto dalla Svizzera.

Quello che era nato come un’idea maturata durante un periodo di studio all’estero diventa così un progetto sempre più strutturato, destinato a trasformarsi anche nel lavoro di tesi di laurea di Canevascini.

In questo percorso, l’esperienza formativa a RUFA si intreccia con quella internazionale. È proprio grazie al programma Erasmus della scuola che il filmmaker ha la possibilità di trascorrere il semestre in Estonia, mentre il confronto con i docenti accompagna lo sviluppo del progetto. Un ruolo particolare viene riconosciuto a Christian Angeli, professore di documentaristica e relatore della tesi, con cui Canevascini si confronta sia nella fase di ideazione sia durante la postproduzione.

«Frequentare la RUFA mi ha innanzitutto messo nella posizione di partecipare al programma Erasmus in Estonia e avere il tempo necessario per progettare il documentario. Durante i corsi accademici è stato inoltre possibile incontrare il professor Angeli, il quale si è rivelato un supporto prezioso lungo il processo di creazione del progetto».

Quando una tesi continua anche dopo il diploma

Il progetto non si esaurisce con la conclusione del percorso universitario. Canevascini si diploma a RUFA nel luglio 2025, ma continua a lavorare a Lääne/Vostok, intervenendo sul sound design, sulla color correction e sulle grafiche dei titoli di coda. La versione definitiva del documentario viene completata all’inizio del 2026.

È un passaggio significativo: il progetto nato all’interno dell’accademia inizia a vivere al di fuori di essa, mantenendo però le proprie radici nel percorso formativo che lo ha generato. Tra le competenze che Canevascini considera più importanti nel proprio percorso a RUFA c’è proprio la capacità di coordinare i diversi componenti di una troupe lungo l’intero processo di realizzazione di un’opera cinematografica.

L’arrivo a Locarno

Il 12 febbraio 2026 Lääne/Vostok viene iscritto al Locarno Film Festival. A metà giugno arriva la conferma dell’accettazione nella sezione Pardi di Domani – Concorso Nazionale, successivamente ufficializzata con la pubblicazione del programma della 79ª edizione del Festival.

Per un progetto nato come tesi di laurea, la selezione rappresenta il passaggio verso una dimensione completamente diversa: il film esce dall’ambiente accademico e incontra il pubblico di un festival cinematografico internazionale.

È proprio il rapporto con il pubblico uno degli aspetti che Canevascini considera più importanti nell’esperienza di Locarno. Come racconta, «un film non esiste veramente se non viene mostrato» e il confronto con spettatori esterni all’accademia rappresenta una parte fondamentale del percorso di un’opera.

«L’esperienza di Locarno mi lascia soprattutto la grande soddisfazione di aver visto lo stupore sul volto dei miei collaboratori per il risultato ottenuto insieme. Sono orgoglioso di aver lavorato con questa troupe, senza la quale non sarei riuscito a realizzare il documentario».

E adesso?

La partecipazione a Locarno non rappresenta necessariamente un punto di arrivo, ma una tappa all’interno di un percorso che per Canevascini è ancora agli inizi.

«La mia carriera nel mondo del cinema è solamente agli albori e spero di trovare presto l’occasione giusta per me. Nel frattempo, continuo a seguire la filosofia di adattarmi al flusso degli eventi».

Dal documentario sperimentale alla scrittura di un nuovo cortometraggio di fiction, l’obiettivo dichiarato è continuare a costruire un percorso nel cinema, portando con sé l’esperienza maturata tra formazione, esperienze internazionali e primi confronti con il circuito festivaliero.

La storia di Lääne/Vostok racconta così un percorso che parte da un’aula universitaria ma che, passo dopo passo, se ne allontana: un Erasmus che diventa ricerca, una ricerca che diventa film, una tesi che continua a crescere anche dopo il diploma e, infine, una prima importante occasione di incontro con il pubblico internazionale.

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