L’esperienza vissuta dalla studentessa RUFA, prossima alla conclusione del suo percorso accademico, è stata straordinaria. «Lo studio di Shirin Neshat – ha affermato la Cornacchini al suo rientro in Italia – è pazzesco. È un luogo in cui si facilita il confronto interculturale. Tra quelle mura abbiamo parlato del nostro modo di interpretare l’espressionismo, dibattendo sull’arte in generale e sullo scenario socio – politico in particolare. Tutto è stato interessante e motivante. Un’occasione che il RUFA Contest ha reso reale».
