RUFA alla Milano Design Week 2026 con “Luminous Depths – Designing from the Shadows”
Dal 20 al 26 aprile | BASE Milano – FuoriSalone
Via Bergognone 34, 20144 Milano
Ingresso libero
In occasione della Milano Design Week 2026, RUFA partecipa al circuito del FuoriSalone all’interno di BASE Milano, rispondendo al tema “Hello Darkness” con il progetto Luminous Depths – Designing from the Shadows.
Un’esplorazione del buio non come assenza, ma come spazio generativo. In un presente dominato dalla sovraesposizione e dal rumore digitale, gli studenti RUFA scelgono di sottrarsi alla luce accecante per immergersi in profondità luminose, dove il progetto diventa occasione di rigenerazione.
Il buio come spazio di progetto
La collezione RUFA presentata riunisce una serie di oggetti che si comportano come presenze bioluminescenti, capaci di orientarsi nell’incertezza. La lampada Plankton, firmata da Albina Fediushina, richiama le strategie di sopravvivenza degli organismi abissali, utilizzando forme organiche e luce per guidare lo sguardo nel vuoto.
Altri lavori si concentrano sulla rilettura del corpo umano e delle sue imperfezioni. Scoliosis, progetto di Giulia Barbaliscia, trasforma una curvatura della colonna vertebrale in un elemento funzionale, diventando una lampada-stand che unisce estetica e riflessione. Durocco, ideato da Alara Celayir, rigenera materiali di scarto come plexiglas e cartone, trasformandoli in nuovi oggetti pensati per il mondo dell’infanzia e per processi di rigenerazione creativa.
Accanto a questi, il progetto 2IN1 di Elisa Tiberi esplora la versatilità dell’arredo attraverso una struttura ibrida che combina funzione e luce, integrando materiali come compensato, metallo e carta di riso in un oggetto trasformabile, pensato per adattarsi a diversi contesti d’uso.
In dialogo con questa ricerca si inserisce Volut di Gabriel Martino, uno sgabello-libreria che unisce funzione e ricerca formale: una seduta in acciaio laccato e curvato, ispirata all’eleganza del capitello ionico, si integra con una struttura metallica che funge anche da libreria, con una base in ferro verniciato.
Design come relazione
Una parte della ricerca si concentra sulla necessità di recuperare connessioni autentiche, superando logiche individualistiche. La seduta Culi Stellari, sempre di Giulia Barbaliscia, con il suo invito diretto GET YOUR ASS HERE, utilizza trasparenza e provocazione per stimolare una relazione fisica tra le persone in un’epoca sempre più disconnessa.
In questa direzione si inserisce anche BLACK MOUNTAIN di Letizia Domilici, un progetto che combina tubolari metallici ed elementi stampati in 3D per generare una struttura essenziale e stratificata, evocando paesaggi artificiali e nuove modalità di interazione tra forma e spazio.
Attraverso dispositivi luminosi filtrati come Muzzle, progettato da Mika Back, l’esposizione invita il visitatore a rallentare, adattare lo sguardo e accogliere la penombra. È in questa condizione che emerge un design più intuitivo, capace di esistere lontano dai riflettori.
Interazione, prototipazione e multimedia design
Accanto ai progetti di product e lighting design, RUFA presenta anche una selezione di lavori sviluppati nell’ambito del corso di Progettazione Multimediale. In questo contesto, gli studenti hanno trasformato idee in esperienze interattive grazie al lavoro congiunto con RUFALab, il laboratorio RUFA dedicato al product, lighting e multimedia design.
Ingegnerizzati attraverso stampa 3D e tecniche di prototipazione avanzata, questi oggetti interattivi dimostrano come creatività e tecnologia possano fondersi in progetti concreti e funzionanti.
Tra i progetti presentati, Memory House di Martina Bortoletto, Chiara Amel Di Summa e Costanza Ferrini esplora la dimensione sensoriale e narrativa dello spazio domestico, mentre Melodya di Zaira Spaziani Testa indaga il rapporto tra suono e interazione. Pin & Play di Chiara Mosca e Benedetta Ugolini propone invece un’esperienza ludica e partecipativa, in cui l’utente diventa parte attiva del dispositivo.
«Luminous Depths» indaga il buio come spazio fertile per la creazione, suggerendo che le idee più luminose nascono spesso lontano dai riflettori, nella quiete e nella profondità.
I protagonisti del progetto
Gli studenti RUFA che partecipano con i loro progetti sono: Alara Celayir, Albina Fediushina, Elisa Tiberi, Giulia Barbaliscia, Letizia Domilici, Mika Back, Gabriel Martino, Martina Bortoletto, Chiara Amel Di Summa, Costanza Ferrini, Zaira Spaziani Testa, Chiara Mosca, Benedetta Ugolini.
Il progetto è realizzato con la supervisione e il coordinamento dei designer e docenti RUFA Alessandro Ciancio e Paolo Parea, con il contributo produttivo dei partner Parea Design Studio, LabRUFA, FamoCose e Petrozzi Design.
Con questa partecipazione, RUFA rinnova il proprio impegno nella formazione di designer capaci di leggere il presente e trasformarlo in visioni progettuali consapevoli, dove sperimentazione, ricerca e sensibilità si incontrano per generare nuovi scenari del design contemporaneo.
