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“Il tempo di una torta” – Performance di Flaminia Bonciani

“Il tempo di una torta” è un atto performativo che invita a riflettere sulle molteplici spinte che arrivano quotidianamente dalla nostra società post-moderna. L’uomo contemporaneo è da una parte costantemente messo sotto pressione per rispettare determinati canoni estetici, e dall’altra è vittima inconsapevole di un’imposizione a godere.

In una dinamica Lacaniana, la performance vuole essere un’apertura spazio-temporale che, malinconicamente ferma ad un tempo traumatico di infanzia, tenta di rappresentare una sospensione mentale dagli attuali meccanismi del desiderio.

Secondo il filosofo Slavoj Zizek, infatti, l’umanità è in questo momento ferma nel più grande cortocircuito della storia.

Con la vaporizzazione della figura paterna, il super-io ha perso il suo potere di organismo psicologico di controllo, ed è stato detronizzato dall’es. Di conseguenza, l’umanità è controllata dagli impulsi violenti dell’es che impongono di provare piacere e di desiderare continuamente e senza sosta.

Si possono individuare le origini di questo meccanismo nelle dinamiche aggressive scatenate da consumismo e capitalismo e in particolare nel boom economico degli anni 80, in cui determinati standard estetici hanno affondato le loro radici nella nostra psiche e sono ormai parte inconscia dei nostri incubi e desideri.

Cibo e moda rappresentano oggi i due capostipiti a cui fare riferimento per trovare quei meccanismi di deriva in cui è incastrata oggi la psiche dell’uomo post-moderno. L’ideologia contemporanea è legata a doppio filo ad una dinamica capitalista che funziona su un’attività senza sosta e sulla richiesta dell’es di desiderare incessantemente, riducendo l’uomo ad un criceto nella sua ruota.

“Il tempo di una torta” propone un’esperienza passiva come possibile esperienza di sospensione da tali dinamiche e forse come una soluzione per tornare a poter vivere momenti di autentico presente.