L’osservazione e l’analisi del comportamento umano e dell’interazione dell’essere umano con il mondo esterno costituiscono l’origine e la genesi della mia ricerca artistica. Ciò che più mi colpisce è l’unicità e la diversità di ogni individuo, in particolare il modo in cui reagisce a stati emotivi intensi, come il trauma, la perdita e i disturbi psicologici. Lo sforzo fisico è un elemento intrinseco a tutti i miei progetti: lo percepisco come qualcosa di appagante e confermativo, il risultato finale di una sfida con me stesso che, una volta conclusa, mi permette finalmente di trovare riposo.
Un altro aspetto fondamentale del mio approccio è la sostenibilità. Il mio intento è quello di rivalutare le relazioni reciproche tra le forme di vita umane e non umane e gli ambienti fisici che condividono. Una visione “ecocentrica” che si propone di contrastare il modello antropocentrico, il quale privilegia l’essere umano a discapito della natura. L’idea della provvisorietà dell’esistenza umana si accompagna a un rispetto quasi sacrale per il mondo naturale e mi spinge a cercare di elaborare un dialogo impossibile con esso.
