RUFA e Saint Louis @ Videocittà con CONFLUENCES

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RUFA e Saint Louis College of Music presentano “Confluences” – tre serate di arte audiovisiva all’interno di Videocittà Watercult 2026.

 
RUFA e Saint Louis College of Music insieme per cinque performance multimediali, dal 10 al 12 luglio 2026, nel suggestivo spazio di archeologia industriale urbana del Gazometro di Roma.
 
CONFLUENCES è un progetto audiovisivo che porta sul palco del Gazometro, per Videocittà Watercult 2026, cinque performance dal vivo costruite sul dialogo costante tra suono e immagine. Dal 10 al 12 luglio, in tre serate da due appuntamenti ciascuna, cinque gruppi di visual artist studenti RUFA dei corsi di Multimedia Design and Creative AI e Cinema incontrano gli ensemble degli studenti dei corsi accademici di Jazz e Pop del Saint Louis, in un confronto pensato come ecosistema ricorsivo: il video influenza il suono, il suono influenza il video, senza una direzione prestabilita.

Il filo che lega le opere è l’acqua, attraversata da angolazioni molto diverse: dalla laguna di Venezia al Tevere, dalla lacrima come traccia emotiva alla sorgente come origine. Ogni performance nasce dall’incontro tra la sensibilità visiva degli artisti RUFA e l’improvvisazione sonora dei musicisti del Saint Louis, composti da studenti di musica elettronica, canto, piano, chitarra e basso. L’incontro tra i due linguaggi prende forma in un set scenico condiviso, pensato per restituire in tempo reale la relazione tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.

Installazioni luminose, esperienze immersive, interattive e in virtual reality, arte digitale, dj set e performance audiovisive dal vivo animeranno la più grande area di archeologia industriale urbana europea.

 

Scopri tutto il programma ↓

Surface Tension

di Rachele Cominella
Venerdì 10 luglio – H 19:00 e 20:00

Ad aprire le tre serate è Surface Tension, opera in due atti firmata da Rachele Cominella, con la collaborazione di Gabriele Ceccarelli e Nicolò Rusca.

Il lavoro nasce da una ricerca condotta nell’arco di un anno sul territorio lagunare veneziano, portata avanti da Cominella insieme a un nucleo di amici e collaboratori legato al collettivo Opificio.

Surface Tension attraversa l’immagine convenzionale di Venezia attraverso riprese dal vivo e proiezioni fisiche sull’acqua della laguna, dove i meccanismi nascosti della città — le sue infrastrutture, i suoi flussi quotidiani — si legano in una tensione costante. L’acqua diventa qui un elemento vivo e in movimento, capace di fondersi con la vita che la attraversa fino a diventarne parte integrante. Su questa superficie si innestano le proiezioni: pattern artificiali che si rifrangono e si trasformano in un flusso ipnotico, rivelando la trama sottile che lega gli abitanti alla città.

A dialogare con le immagini sono due ensemble di musicisti, allievi Saint Louis: Bbleoh (Leonardo Monti) all’elettronica e Anna Pia Gallo alla voce per il primo set; QT (Davide Cutillo) all’elettronica e Jacopo Tarchi alla chitarra per il secondo.

La performance si costruisce in tempo reale sul principio cardine di Confluences: un’influenza reciproca e continua tra suono e immagine, senza una direzione predefinita tra i due linguaggi.

Vacuo Accumularsi

di Lorenzo Fabbri e Michele Pomponio.
Sabato 11 luglio – H 19:00

Un uomo è in cima a una scogliera. Sotto, il mare. Il gesto del tuffo, nella sua carica estrema, si dilata e si ripete fino a farsi quasi insostenibile. Poi arriva lo schiaffo dell’acqua a riportare tutto alla superficie. Da quel momento la scena si rovescia: il led-wall diventa una vasca in cui l’uomo resta intrappolato, incapace di uscirne, come un trucco di magia andato storto. Proiezioni di film e immagini liquide lo circondano, lo assorbono, gli fanno perdere il bisogno di risalire per respirare, finché, dopo aver rimandato troppo a lungo il momento di affogare, anche lui deve farsi proiezione per continuare a esistere.

A costruire la trama sonora dell’opera è l’ensemble composto da Lorenzo Nicoletti all’elettronica, Giuseppe Forlenza alla chitarra e Martha Deribe alla voce.

Crediti: idea di Lorenzo Fabbri e Michele Pomponio; coordinamento artistico di Raffaele Simongini; regia di Lorenzo Fabbri e Michele Pomponio; reparto fotografia Filippo Quarantini, Giandomenico Balta e Luca Soreca; con l’attore Ruggero Francica Nava; montaggio di Lorenzo Fabbri; produzione di Michele Pomponio.


Sorgente

di Marta Zorzan e Lorenzo Tomassucci
Sabato 11 luglio – H 20:00

Si nasce dall’acqua due volte: come specie, attraverso milioni di anni di evoluzione, e come individui, immersi in essa nei primi mesi di vita. Prima ancora di avere un nome, l’acqua era già la nostra condizione originaria.

Sorgente non tratta l’acqua come semplice elemento, ma come linguaggio primordiale fatto di movimenti, oscillazioni, cicli che non hanno un confine visibile tra fine e inizio. Un linguaggio che scorre attraverso i corpi, cambia forma senza perdere se stesso, attraversa gli stati della materia come attraversa il tempo. Il progetto nasce dal tentativo di riascoltare quella lingua antica e ciclica attraverso immagini in divenire e suoni dal vivo, in un percorso che si muove dall’intimo al cosmologico, dalla goccia all’origine, dal corpo all’universo.

Marta Zorzan è artista multimediale e designer; la sua ricerca nasce dall’incontro tra filosofia e studi umanistici, e combina pensiero critico e sperimentazione visiva attraverso i media.

Lorenzo Tomassucci è designer e artista multimediale, con una ricerca che si muove tra animazione 3D, VFX e installazione interattiva in tempo reale, indagando la relazione tra corpo, spazio e tecnologia.

A sostenere l’opera dal vivo è l’ensemble formato da Martin Lucas de Carvalho all’elettronica, Edoardo Paggi alla chitarra e Silvia Roberto alla voce.

suspended floating point operations

di Cor Langerak.
Domenica 12 luglio – H 19.00

Il titolo è la chiave concettuale del lavoro: floating point è il formato numerico alla base di ogni simulazione digitale, il modo in cui un computer registra una grandezza continua come lo scorrere dell’acqua.
Letto altrimenti, è anche il punto lasciato fluttuante nel vuoto — l’unità a cui il fiume viene infine ridotto — e porta con sé il proprio margine di errore: la perdita di precisione, piccola e permanente, che ogni misurazione discreta di qualcosa di continuo non può evitare. L’opera nasce da riprese lente della superficie del Tevere, che scorrono intatte finché la corrente non comincia a corromperle: dove l’acqua è più rapida, l’immagine cede, i pixel si trascinano nella direzione del flusso. Nel movimento finale l’immagine collassa nella sua unità minima, e l’acqua riappare come una nuvola di punti tridimensionali alla deriva, una simulazione generata dalle riprese originali che poi se ne libera, continuando a scorrere autonomamente. Il fiume, scrive Langerak, non viene più filmato: viene calcolato.


Tear Model

di Angela D’Onghia e Simona Vacca.
Domenica 12 luglio – H 20:00

Tear Model esplora la possibilità di una tristezza artificiale attraverso la simulazione computazionale delle emozioni. Il punto di partenza è l’acqua nella sua forma più intima: la lacrima. Attraverso un modello di intelligenza artificiale capace di prevedere le risposte neurali umane a stimoli audiovisivi, la performance traduce il dolore in dati, immagini e suono, interrogando il confine tra esperienza emotiva ed elaborazione algoritmica. Se le emozioni artificiali sono evidentemente costruite, si chiedono le autrici, quanto possiamo davvero dire che quelle umane siano autentiche e non, almeno in parte, apprese? La lacrima diventa così il punto d’incontro tra corpo e algoritmo, dove il confine tra emozione vissuta ed emozione simulata si fa sempre più sottile.

Angela D’Onghia (Martina Franca, 2001) e Simona Vacca (Cagliari, 2001) sono un duo di artiste multimediali con base a Roma. La loro pratica si muove tra performance audiovisiva, installazione e territori ibridi, costruendo scenari sperimentali in cui corpo e tecnologia diventano strumenti per leggere il presente.

A costruire il tessuto sonoro dell’opera è l’ensemble formato da Iolanda Isabella all’elettronica, Silvia Olivier al piano e Angelica Bianchi alla voce.

Con questa doppia performance si chiude il percorso di Confluences: tre serate, sei opere, un’unica domanda di fondo: quanto dell’esperienza umana, dall’acqua alle emozioni, può ancora dirsi non mediata dalla tecnologia?

Info utili

Videocittà Watercult 2026
Via del Commercio 9-11 – Roma (Metro B Garbatella)
Apertura porte e biglietteria per il pubblico dalle h 19:00
Ingresso: giornaliero € 20; pass tre giorni € 50; ingresso gratuito per under 12
Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Videocittà

Event type

  • RUFA Culture

Featured for:

  • Multimedia Arts and Design