Maria Cavinato

Classe: 1996
Nazionalità: Italiana | Italian
Corso di laurea: Pittura | Painting

 
Maria Cavinato nasce nel 1996 a Roma. Dal 2017 è studente presso l’Accademia RUFA di Roma dove, nel febbraio 2021, ha conseguito il Diploma di I Livello in Pittura. Ha studiato per due anni Fisica e Conservazione dei Libri Antichi. Attualmente sta svolgendo apprendistato con il maestro stampatore Luigi Ferranti. È’ una dei venticinque finalisti del RUFA Contest 2020. L’ultima mostra personale dal titolo Il cielo in terra si è svolta nel corso del novembre 2020 presso il Blue Velvet Lounge Bar a Roma. Ha realizzato una mostra personale, Velocità statica, nel 2019 presso il Bistrot Il Francese all’Alberone. Ha esposto nelle mostre del Concorso Catel 2018 e del RUFA Contest 2018 ed in diverse altre esposizioni collettive. Si è classificata Terza al concorso Arte e Sport indetto dall’AONI, presso la sede dal CONI nel 2018. Ha partecipato a diversi corsi con artisti come Stefano Ricci, Elena Tommasi Ferroni, Giovanni Mezzalira e Nico de Palo.
 

Sull’Astrazione: dalla sinestesia alla creazione artistica

La percezione della realtà è un processo fazioso e parziale. Le informazioni che ci pervengono dall’esterno rasentano l’ordine dell’infinito, perciò la mente è costretta a compiere una selezione più o meno arbitraria. L’ispirazione dell’artista risiede in quella piccola porzione di segnale che si deposita e resiste, e ricompare sporadicamente come un parametro di ricerca nei dettagli del mondo circostante. In tal modo, nella creazione artistica, si stratificano e si sovrappongono tutte le esperienze nel campo dell’arte e nella percezione del reale.

Non vi è, quindi, differenza effettiva tra figurazione e astrazione in quanto tutto ciò che portiamo sulla tela implica una semplificazione dell’infinito che ci circonda e ci pervade.

 
Nella serie Sul muro ho voluto rendere omaggio ad un’affermazione di Leonardo da Vinci:
[…] se tu riguarderai in alcuni muri imbrattati di varie macchie o in pietre di varî misti. Se avrai a invenzionare qualche sito, potrai lí vedere similitudini di diversi paesi, ornati di montagne, fiumi, sassi, alberi, pianure grandi, valli e colli in diversi modi;
(Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura).

L’artista manifesta l’importanza della capacità dell’occhio umano di cogliere, persino nei muri scrostati, il riferimento all’arte e al paesaggio, lasciandosi suggestionare dalla semplicità. Nel trittico dal titolo Le fondamenta di Roma ho voluto creare un parallelo tra la città eterna, che si mostra a noi come la messa a nudo della stratificazione della storia e la stessa terra su cui poggia, che in tempi geologici ne ha determinato la fondazione.