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Studenti Rufa espongono al Sabir Festival

Studenti RUFA espongono i loro lavori
al Sabir festival di Lampedusa

Fare progettazione grafica è un lavoro difficile: richiede competenze tecniche, artigianali, creative, cura del dettaglio, sintesi, precisione, accuratezza, ma soprattutto cultura. La grafica, come spesso ripeto durante le lezioni, si sviluppa nel secolo scorso accompagnata da una grande utopia democratica. Non tutti nasciamo uguali e tantomeno cresciamo uguali, esistono e persistono differenze di sesso, di lingua, di cultura, di religione, di condizioni economiche, sociali… ma tutti noi, al di là delle differenze, abbiamo dei diritti che devono essere soddisfatti, diritti uguali per tutti.
Se un individuo, un gruppo di individui, un popolo non ha accesso a questi diritti crediamo sia giusto rimuovere tutti quegli ostacoli che negano questo accesso. La grafica, in definitiva, contribuisce proprio a questo processo teso all’uguaglianza: progetta e realizza artefatti che garantiscono l’accesso del pubblico alle informazioni.
Si parla sempre di “libertà” come precondizione per l’espressione della creatività, raramente si pone l’accento sull’uguaglianza.Gli studenti Rufa del primo anno di graphic design hanno lavorato (in maniera eccelsa) ad un progetto di comunicazione sociale per un evento che si svolge in questi giorni nel cuore del Mediterraneo: “Sabir, festival diffuso delle culture mediterranee”, organizzato da Arci Nazionale. Esporranno i loro lavori in un contesto internazionale, in un’isola punto di incrocio di culture, storie, emozioni e anche tragedie.
Purtroppo si è dovuto indicare, tra gli oltre cinquanta lavori realizzati, un vincitore. Dico “purtroppo” prima di tutto perché i ragazzi hanno dato alla luce tanti lavori di qualità, ma soprattutto perché l’importante nelle esperienze didattiche non è tanto il prodotto, quanto il processo creativo/realizzativo. Abbiamo intrapreso un percorso durante l’anno che, oltre a far familiarizzare gli studenti con l’abc della progettazione grafica, ha indotto i ragazzi ad approfondire degli argomenti, a confrontarsi con le proprie riflessioni, a condividere delle idee, ad informarsi, ad elaborare una “visione”, oltre i meri fatti di cronaca.
Elaborare delle idee, confrontarle con gli altri e a dar loro una forma.
Questo vuol dire diventare, ancor prima che designer, autonomi, consapevoli, dialoganti. In una parola, cittadini.

Testo di Enrico Parisio
Locandina della studentessa Chiara Carera

sabirfest

www.sabirfest.it