San Lorenzo Cultural District

Per l’anno accademico 2019-20, l’anno del Covid, della nostra peste tebana, la RUFA ha elaborato un progetto incentrato sull’identità visiva del territorio, la place identity. RUFA è una comunità di più di mille studenti, oltre cento docenti, tutti impegnati in percorsi formativi nel campo dell’Arte, del Design, della Comunicazione e della Media Art. Data questa ricchezza, è emersa l’esigenza di far dialogare i diversi percorsi formativi, che necessitano di contaminarsi reciprocamente, soprattutto di far interagire tra loro i linguaggi specifici delle varie discipline. È stato pertanto ideato un percorso progettuale che ha visto coinvolte tutte le discipline insegnate in Accademia, ponendo al centro il territorio, quindi proprio il quartiere San Lorenzo.

 

 

Il progetto

Nel co-design territoriale e nei distretti culturali evoluti i cittadini/residenti diventano i veri protagonisti dello sviluppo del territorio: sono stati loro che hanno sentito come propri i progetti che gli studenti RUFA hanno messo in campo. Non si è trattato di rifare il look al quartiere, ma di immaginarne il domani, di sperimentare, attraverso pratiche collaborative e di innovazione sociale (design centrato sull’utente), nuove forme di convivenza, guardando agli aspetti ludici, alle imprese, all’ambiente, al tessuto associativo e all’economia del quartiere. Assemblee di co-progettazione, ma anche incontri informali, discussioni e conflitti: è questo il terreno su cui si sono attivati i progetti, dove si è discusso di “design identity”, produzioni culturali sostenibili, riuso di spazi abbandonati, site-specific, street art, App design, reportage fotografici, videodocumentari, Wayfinding, Type design, Virtual reality, Videoinstallazioni, Gaming, Web design e tutto ciò che questo processo di ricerca, quanto mai “work in progress”, ha potuto agevolare.
E allora gli studenti sono usciti dalle aule, così come i cittadini dalle loro case, i professionisti dai propri uffici, gli esercenti dai loro negozi, gli amministratori locali dalle sedi istituzionali per stare insieme e immaginare il proprio spazio di lavoro, di studio, di vita, di divertimento all’insegna dell’arte e della creatività, l’unico vero motore per uno sviluppo sostenibile delle nostre città. E l’obiettivo, in questo senso, è diventato il “diritto alla città”: senza i cittadini che la abitano, senza la partecipazione della collettività, senza spazi pubblici vissuti e partecipati, le cosiddette “smart city” non hanno alcun senso.
 

 

Il Caereris Mundus

La RUFA ha sede come ricordato a San Lorenzo, nei locali dell’ex fabbrica Pastificio Cerere. Questa nell’antica Roma era dea dell’abbondanza, della fertilità, dei raccolti e, al contempo, dall’aspetto infero, legata al mondo dei morti. Tre giorni l’anno nella Roma antica si apriva il “Caereris mundus”, una fossa appunto, che per quei tre giorni metteva in contatto il mondo dei vivi con quello dei morti. Il pericolo dell’apertura della fossa dei morti non era, come oggi si può immaginare nelle nostre narrazioni postmoderne, l’invasione di zombi o vampiri che conquistano la città (la contaminazione da parte dell’altro, che ci spinge all’immunizzazione, a chiuderci nei confronti della relazione), ma quello ben più reale che fa sì che il mondo dei morti attragga quello dei vivi e che noi, perduto qualsiasi senso che umanizzi le nostre esistenze, entriamo in quella fossa, attratti dal nulla.

In questo senso sì, Roma è una città di zombie: ma tutte le “smart cities” sono città di zombie, popolate da persone già morte, la loro vita è nel cloud, il loro senso è descritto da dati, non dal desiderio dei loro corpi.
Ma Romolo non ha creato una città, ha creato “la” città, partendo dal Pomerium, da un’idea, da uno spazio utopico, sacro, simbolico, pregno di senso, poiché proprio al suo centro passava l’axis mundi, quella linea che collegava il cielo stellato e il centro della terra: le stelle, gli dei, il mondo dei vivi e il mondo dei morti.
Lì è nata Roma.
Dove non c’è il sacro, dove non c’è utopia, non esiste alcuna città.

I partner

Questo progetto coinvolgerà una serie di Accademie di Belle Arti e di design del continente europeo, e farà lavorare gli studenti sui territori di riferimento, per costruire insieme con la cittadinanza dei distretti culturali, così come sopra descritto.
È intenzione quindi della RUFA intraprendere delle partnership con Accademie europee che si vogliono candidare a collaborare con noi alla presentazione di proposte nell’ambito delle call di Europa Creativa, la misura di finanziamento dell’Unione Europea per lo sviluppo della cultura e della creatività.
 

I PROGETTI DEGLI STUDENTI

 

 

 

 

 

 

 

1909