Didattica

Gli studenti RUFA impegnati al Maxxi in un progetto di mediazione culturale

Che cosa significa, oggi, parlare di spirituale? A questo interrogativo cercheranno di rispondere un gruppo di studenti di Arti visive e di Fotografia che, nei prossimi giorni, inizieranno un percorso formativo in mediazione culturale. L’esperienza è frutto della sinergia che, da tempo, intercorre tra RUFA – Rome University of Fine Arts e Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Le due istituzioni, fondate a distanza di pochi mesi l’una dall’altra e che da poco hanno celebrato i venti anni di storia, condividono l’amore per l’arte contemporanea, per la ricerca e per la produzione artistica in generale.

Coordinati dai docenti Emiliano Coletta e Antonella Conte, gli studenti Amedeo Longo, Carlotta De Martino, Giselle Cantonetti, Silvia Bottero, Laura Capriglia, Magali May Petrocchi e Cristina Cannistraci hanno tenuto una prima riunione proprio al Maxxi per definire le modalità di partecipazione al progetto e soprattutto i canoni di interazione con il pubblico. Il mediatore culturale, infatti, è un a figura professionale che declina le esigenze dell’artista con quelle del visitatore, sviluppando una naturale propensione alla conoscenza e alla condivisione dell’opera.

Nello specifico gli studenti RUFA sosteranno la fruizione dell’installazione interattiva di Yoko Ono “Add Color” (Refugee Boat). Le tre barche nella sala, che intendono simboleggiare come l’amore sia più forte della paura, sono collocate accanto a dei barattoli di vernice che dal bianco degradano al blu marino. Si rivolge così l’invito al pubblico di dipingere le proprie speranze sulle pareti, il pavimento, sopra e dentro la barca. Via via che passano i giorni, i messaggi si confondono trasformando lo spazio in un caos a strati. Il progetto della vedova di John Lennon viaggia il mondo dal 1961 e irrompe nel dibattito sull’immigrazione. La mostra è solo una tessera del mosaico che compone la visione più ampia del percorso “Della materia spirituale dell’arte”. L’obiettivo è indagare il tema dello spirituale attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea e, al contempo, della storia arcaica di Roma. Nello stesso allestimento sono esposti i lavori di diciannove artisti provenienti da culture e con background differenti. In una visione rigorosamente non confessionale, la mostra riunisce opere d’arte contemporanea con una selezione di reperti archeologici provenienti dai principali musei della capitale: i Musei Vaticani, il Museo Nazionale Romano, i Musei Capitolini e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.