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Alla ricerca di “Ebrea”

Fabio Mauri (Roma, 1926-2009) è uno dei maestri dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra. I suoi primi monocromi e Schermi risalgono al 1957, ma è negli anni Settanta che diventa un protagonista assoluto della scena artistica nazionale e internazionale, proponendo opere quali “Ebrea” (1971) e “Che cosa è il fascismo” (1971).

Le sue opere, tra il 1954 e il 2015, partecipano a 7 diverse edizioni della Biennale di Venezia, ma espone anche alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, a Klagenfurt, a Lille, a Milano, Napoli e Buenos Aires. Nel 2015 la Galleria Hauser & Wirth, prima nella sede storica di New York poi in quella di Londra, gli dedica due mostre personali di grande successo, ripresentandolo a New York nel 2018, nella sua sede centrale.

Allo scopo di trasmettere i suoi insegnamenti è stato istituito lo “Studio Fabio Mauri Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo”. L’importante organismo ha indetto, per martedì 8 settembre alle ore 11, presso la propria sede in via Cardello 16/A a Roma, un casting per rendere in performance “EBREA”.

Il ruolo ricercato è quello di una performer, donna, dai 20 ai 25 anni, con altezza compresa tra mt 1,60 e 1,75. Per presentarsi al casting è necessario contattare lo Studio Fabio Mauri al numero 06 68891634, con riferimento Ivan Barlafante. La performance si svolgerà in occasione della mostra “Roster” (12 settembre/ottobre 2020) che si terrà presso la New Gallerie di Parigi e andrà in scena in base a un programma in via di definizione.

Ebrea e la sua performance, si manifesta in un’inusuale raccolta di oggetti-sculture che introduce i segni ordinari della vita quotidiana. I loro titoli, incisi su targhe di metallo, esprimono la grave natura degli oggetti, simulando una provenienza umana: denti, pelle, capelli, ossa ebree.

“Opera tra opere, protagonista di una scena sacrale, una giovane ragazza si taglia i capelli, con i quali, sullo specchio posto su di un muro di fronte a lei, forma il simbolo della Stella di Davide. Lo stesso simbolo le è disegnato sul petto, la giovane è nuda, accanto a un numero, il marchio della discriminazione razzista. Ebrea ha una esplicita e radicale caratterizzazione ideologica, con un forte accento posto sul versante negativo, non solo della Germania nazista, ma in gradazioni diverse, dell’intera cultura europea, che non reagì con forza né immediatezza, per motivi storici, ancora necessari di analisi, enigmatici, quasi accuratamente misteriosi”.