09.03.2018
RUFA Space, Via degli Ausoni 7a

Tipologia

  • Mostre

Consigliato per:

  • Fotografia

Ceci n’est pas un selfie – Mustafa Sabbagh al RUFA Space

Obiettivo puntato sul ritratto e sull’autoritratto: nell’era del “selfie ergo sum”, l’autoritratto impone una triplice assunzione di ruoli da parte dell’artista in autore/soggetto/osservatore di se stesso. Dal Narciso di Caravaggio a una Cindy Sherman-Narciso, la storia dell’arte e della fotografia raccontano di artisti che diventano opere d’arte in virtù del loro scarto progettuale, della loro consapevolezza nello spazio che occupano, di un self-control più o meno domato che rivela intimamente, violentemente o delicatamente, la propria natura.

La mostra curata da Mustafa Sabbagh è il risultato di quattro giorni di workshop con gli studenti RUFA; un viaggio nel mondo dell’arte contemporanea, attraverso la lingua privilegiata della fotografia, la cui meta è il possesso della consapevolezza, il cui percorso è lo sviluppo del linguaggio. Esplorare la fotografia e i suoi mezzi attraverso la comprensione che l’estetica ha nella sua radice l’etica. Che la pratica è ricerca. Che non esiste digitale, se la sua base non è il mentale.

Appuntamento al RUFA Space per l’inaugurazione della mostra Venerdì 9 Marzo alle 18.00

Si ringrazia il partner tecnico iGreco.

Mustafa Sabbagh
Mustafa Sabbagh nasce ad Amman [Giordania, 1961, vive e lavora a Ferrara]. Italo-palestinese,
allevato tra l’Europa ed il Medio Oriente, l’imprinting è cosmopolita, l’attitudine è nomade. Pelle
come diario dell’unicità individuale, armonia dell’imperfezione, indagine psicologica e studio
antropologico attraverso la costruzione dell’immagine e dell’installazione ambientale sono gli
stilemi che Sabbagh porta negli spazi dei musei e delle gallerie più famosi del mondo.
Spesso protagonista di interviste e documentari che indagano nelle sue visioni, nel 2013 Sky Arte
HD, attraverso la serie Fotografi, lo ha eletto tra gli 8 artisti più significativi del panorama nazionale
contemporaneo, e nel dicembre 2017 Rai5 lo ha indicato come cantore privilegiato del “lato oscuro
della Bellezza”, dedicandogli un approfondimento nel documentario di produzione internazionale
“The sense of Beauty”. Ad oggi Mustafa Sabbagh è stato riconosciuto, da uno storico dell’arte e della
fotografia quale Peter Weiermair, come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, ed uno dei 40
ritrattisti di nudo – unico italiano – tra i più rilevanti su scala internazionale.