Fine arts

Pittura e arti visive

Scultura e installazione

Il docente RUFA Simone Cametti firma il progetto “Oh Be A Fine Girl, Kiss Me!”

In continuità con alcune recenti esperienze che connotano il percorso artistico di questi ultimi mesi, il docente RUFA di Arti Visive Simone Cametti espone alla galleria Ncontemporay di Milano con la mostra dal titolo “Oh Be A Fine Girl, Kiss Me!”. Il progetto è in linea con il fattore luce di 4500 gradi kelvin e prevede la lavorazione esclusiva del rosso che va a definirsi tramite l’eccitazione del gas neon.

Il titolo della mostra è una frase coniata per classificare l’intensità luminosa delle stelle, in questo caso l’artista si è soffermato sull’ultima parola della frase determinando le stelle di tipo M: “me”, le giganti rosse. Sono le stelle nell’ultimo ciclo vitale: esaurito l’elio, iniziano a bruciare vari gas più densi come ad esempio il neon e, a partire dal quel preciso istante, terminano l’evoluzione attiva.

Il processo, o sarebbe più calzante chiamarla pratica artistica, di Cametti, implementa una serie di azioni differenti ma coerenti, che consentono di incontrare il punto di tangenza tra nature apparentemente opposte. La ricerca si svolge in prima persona sul campo di luoghi industriali dismessi, in cui si ritrova la materia prima, come i tubi al neon rimasti “dormienti”. Simone Cametti entra e ne sfonda il contesto: li ricombina, li rigenera, li riaccende. Ne testa resistenza e effetto. Ne esamina le corrispondenze, consentendogli di tornare a comunicare.

“Oh Be A Fine Girl, Kiss Me!” non è solo un titolo. L’acronimo che indica la classificazione stellare, diventa un motto, quasi un emblema come una preghiera alla Natura di svelarsi, di domarsi. Ed ecco che si inizia a intravedere quel filo impalpabile che lega la luce al marmo. Gli strati di vernice rossi e blu rivelano sotto una precisa luce venature proprie del materiale altrimenti vaghe, aeree, invisibili. Come Cametti esplora gli spazi e agisce sui tubi fluorescenti, così poi quella luce intensa reagisce e la applica, questa volta in una declinazione scientificamente fisica alla materia per antonomasia: la pietra. Ed il marmo con le sue vene è pietra viva.

Foto di Luis do Rosario