Michelangelo Lupone alla Gnam rende tangibile il suono

Un’installazione multisensoriale, concepita in collaborazione con Rufa

Il 6 febbraio la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea di Roma inaugura Forme immateriali del compositore Michelangelo Lupone, un’opera complessa che nasce dal connubio tra arte e musica, commissionata direttamente dalla GNAM per dialogare con l’architettura circostante ed essere inglobata nella collezione permanente del museo. Martina De Luca è curatore del progetto, concepito appositamente per le due fontane del Cortile del Partigiano e pensato,grazie al suo aspetto interattivo, per essere attivato dal pubblico. Quest’ultimo infatti è chiamato a immergere in acqua la punta di una bacchetta sensibile in alluminio, il cui movimento attiva ogni volta una serie di intrecci musicali diversi modificati da un’avanzata tecnologia di rilevazione e attuazione acustica, progettata dal Centro Ricerche Musicali – CRM di Roma. Un’installazione che non è mai la stessa ma che è stata pensata per variare a seconda dello spazio e del momento in cui viene sollecitata. La serie di suoni ottenuti permette alle due vasche di dialogare musicalmente e di creare giochi nello spazio del cortile. Il progetto coinvolge nel suo spettro sensoriale anche la vista, grazie al contributo dell’accademia Rufa, che ha esteso così la collaborazione già avviata con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, occupandosi nello specifico dell’illuminazione dell’opera. Un esperimento poetico che rende tangibile e visibile l’immaterialità della musica.