Accademia

RUFA Contest, conclusa la prima selezione

Nonostante l’emergenza sanitaria, che ha fortemente condizionato l’industria creativa, RUFA-Rome University of Fine Arts sceglie di incamminarsi lungo la strada della continuità, procedendo nell’organizzazione dell’edizione 2020 del RUFA Contest. Tutto ciò avviene in attesa di conoscere lo scenario normativo di riferimento che consentirà di programmare, con date ed orari, tutte le iniziative connesse all’evento.

La Commissione interna, presieduta dal direttore dell’Accademia arch. Fabio Mongelli e dal direttore artistico RUFA Contest Emanuele Cappelli, si è avvalsa delle analisi fornite dai docenti Anne Ritte Ciccone, Emiliano Coletta, Fabrizio Dell’Arno, Genny Di Bert, Guido Lombardo, Meltem Eti Proto, Antonio Pace, Raffaele Simongini e Caterina Tomeo. Ognuno di loro ha valutato tutti i 127 progetti presentati dagli studenti, ammettendone alla fase successiva 54. Tra questi si procederà poi ad un’ulteriore scrematura che determinerà le 25 idee ammesse alla finale. Questi step, ovviamente, andranno a definirsi nel momento in cui sarà possibile calendarizzare i vari appuntamenti.

“Oh, my Earth!”: è questo il tema del RUFA Contest 2020 che, come di consueto da cinque anni a questa parte, invita gli studenti dell’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta dal Mur, a confrontarsi nel segno della creatività per declinare ideazione, ingegno e ricerca.

“Sono una tua gemma,
nasco da una tua figlia.
Ti respiro, ti bevo, ti mangio.
Sfiorandoti, imparo a riconoscere me stesso.
Insostituibile, musa ispiratrice, culla dell’evoluzione.
Mi fai sentire ospite, mi fai sentire parte.
Con te sono libero,
da te vibro di emozione
e io so dimenticarti, Madre.
Così infinita e irripetibile, Terra”.

È questa la sintesi letterale che definisce il RUFA Contest 2020. Il tema intende esprimere un ritorno alle origini, con la formazione accademica chiamata a fornire una risposta per essere parte attiva del tema universale della Madre Terra. “Una risposta/progetto – ha ribadito lo stesso direttore artistico Emanuele Cappelli – potente come un’aurora boreale o leggera come un battito d’ali di una farfalla”.

La kermesse è protesa nel proseguire la sua visione: innalzare i concetti di modernità, arte e ricerca. Un approccio confermato dai personaggi che hanno caratterizzato il progetto nelle cinque edizioni che si sono succedute fino ad ora: Stefan Sagmeister nel 2015, Karim Rashid nel 2016, Francis Kéré nel 2017, Shirin Neshat nel 2018, David LaChapelle nel 2019. Per il vincitore tra i vincitori, un premio da 2.500,00 euro ed un biglietto aereo a/r per trascorrere un periodo di formazione presso lo studio dell’ospite internazionale che assume il ruolo di presidente di giuria della serata finale.

Questi i progetti ammessi alla selezione per la finale: Riccardo Abate (Humanity), Maria Ahmed (Consonanza // Grado zero dell’esistenza), Claudia Auricchio – Valerio Mecozzi (Living stone), Debora Barile (N.O.W.), Sonia Bouslama (OHH MY TEAR), Emma Brunelli (HÝBRIS), Gianmatteo Buttiglione – Mirko Pelliccia (H(earth)Z), Valeria Cappabianca (Panacea), Laura Capriglia (TREEBUTE), Martina Carbone (Common denominator), Maria Cavinato (At all times of time), Nicolò Chioccia (eukaryota), Sabrina Coppola (Lifetime), Caterina Crescini (The eternal return of forms), Fabrizio Crollari (Delebĭlis), Elisa De Giovanni (Attimo eterno), Javier Soler De Mendoza (Compost), Giulia Di Franco (Cuma), Daniele Falchi (Life finds a way), Pietro Falcone (saudade), Edoardo Filippone – Carmine De Vita (Komorebi), Tijana Gavric (MOTHER, FORGIVE ME!), Alessio Gennaro (The Light side of the Earth), Maria Elisabetta Gentile (Mihrab), Sofia Giacinti (trace of pure souls), Martina Giuliani (Nature lays bare), Giuseppe Giusi Alfredo (MOON), Alessio Hong (Mommy Earth), Simone Liberati (Father Earth), Amedeo Longo – Silvia Bottero (“one day (again)”), Davide Luccini (Falso), Marco Luzzi (HOME, Borderline relationship), Lorenzo Mancini – Lorenzo Foresta – Marchese Fabio (Focus), Sofia Martini (TREES’ DEATH FOR NATURE’S BREATH), Lidia Matarazzo (Naturae matrix), Giovanni Benedetto Matteucci (Judith), Bogdan Melinte (Geoscapes), Davide Miceli (Ultima forma), Yeodit Pace (Metamorfosi – Guardare con altri occhi), Chiara Dina Palmitessa (Homo Orbis), Francesco Saverio Pasquarelli (Wildfire), Mariagrazia Pellegrini (And I can forget you Mother), Elisa Pelliccioni (IN EARTH WE TRUST), Francesco Piccolo (VII), Elisa Quadrini – Maria Gavrilova (Natural balance: it depends on you), Antonio Reda (DROP the DROP), Gianluca Ricco (Monstrum), Giulia Gaia Rossi (Eleven Years), Anija Salvato – Lorenzo Morelli (BEE-MEE), Sofia Sotto Corona (Bits of sky are the only certainty against these uncertain times), Simone Tecchia (CAGE), Xiang Wang Yu (“Fe + H2O2 → H2Fe + O2”), Annalisa Welzhofer (Grounding), Michal Zemel – Giorgia Pelagalli (Overcast traces).