Marta Jovanović

“Jovanović è davvero un’artista del ventunesimo secolo. Non può più considerare casa un paese, dopo aver vissuto in Europa, nel Medio Oriente e nel Nord America. La sua prassi viaggia senza sforzo tra performance art, scultura, video e installazione. Si interessa all’eredità del femminismo mentre ha una profonda ammirazione per i suoi antenati maschili. Sono queste posizioni contraddittorie? Non dovrebbero essere. Oggi l’identità è un processo mutevole e trasformante, piuttosto che uno stato fisso. Abbiamo imparato dai risultati e dagli errori del precedente pensiero femminista che prescrive che cos’è un femminismo liberato da ciò che non è un processo futile. Ciò che è più illuminante è capire che la condizione postfemminista consente una quantificazione personale dell’identità, una che non è forzata o assegnata. Questo è ciò che le nostre predecessore femministe hanno combattuto così duramente, per la nostra generazione di avere la libertà di fare le scelte sul proprio corpo, sulla propria arte, sulle proprie vite.” Kathy Battista – Marta Jovanovic: Performing the Self, libro d’artista pubblicato da The Martin E. Segal Theatre Center, della City University di New York (2013).

Marta Jovanović ha co-fondato PerformanceHUB (2015), programma per formazione nell’ambito di performance art e una piattaforma che offre ai partecipanti l’approccio innovativo all’educazione attraverso incontri con artisti, curatori e docenti di fama internazionale. PerformanceHUB opera sotto l’ala di Galerija 12 HUB, associazione non profit e non governativa con la sede a Belgrado, Serbia. Nel 2017, Jovanović era artista in residenza al Getty Research Institute di Los Angeles. Lei è il soggetto del film documentario Born Just Now del regista statunitense Robert Adanto, uscito nel 2018.