7 aprile 2014

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”Kingston” su Repubblica

Primo videoclip italiano dell’artista parigino in collaborazione con gli studenti del corso ”Visual and Innovation Design e Arte Cinematografica” RUFA

Questo è ”Kingston”, il primo videoclip che Sandro Joyeux ha realizzato in Italia, dopo 127 concerti tra Lille, Bruxelles, Roma, Firenze, e la grande esperienza dell’Antischiavitour – il viaggio nelle campagne italiane per suonare con e per i braccianti africani . E per l’occasione ha scelto degli attori speciali. Apon (Bangladesh) interpreta il ruolo del fachiro, mentre Tiaba e sua sorella Nustrat (anche loro del Bangladesh) danzano vestite di bianco. I cinesini Michael e Jessica sono piccoli minatori. C’è Elia che nelle mani ha una pizza e un mattarello, ci sono Francesco e Alessandro (Colombia) che sbucano da un cassonetto e poi c’è Pearl, che arriva dal Ghana. Sono gli alunni della 2 B della Pisacane di Roma, l’elementare della multiculturalità alla quale, nel 2008, un gruppo di mamme italiane si è opposto con il risultato di trasferire i loro figli in altre scuole della Capitale. E’ la ”scuola rovesciata, dove – come ha scritto Francesco Merlo su La Repubblica – l’Italia è l’Altro Mondo”. Per loro Sandro è il ”pirata” con la chitarra che hanno conosciuto il 18 dicembre del 2012 quando, come volontario, ha suonato per la giornata dei diritti dei migranti. Aveva una benda nera sull’occhio per coprire una cisti ed evitare così di non terrorizzare i piccoli. È stata la prima di una serie di collaborazioni.

L’appuntamento per girare il video è nel giardino della ex ciclofficina Snia, nel quartiere Pigneto. L’invito è per gli alunni della scuola ma anche ad altri bambini del quartiere, i loro genitori e le maestre. Ai bimbi tocca solo indossare i costumi di scena. E oltre al sole e al divertimento, l’avventura si dimostra una vera e propria lezione a cielo aperto, e forse anche qualcosa di più grande.

Se chiedi a Michael qual è la parola più bella che ha imparato in questa sua prima avventura davanti a una videocamera, lui socchiude gli occhietti stretti e lunghi per qualche istante, poi tenta di spalancarli e risponde, quasi urlando: ”gnocchi”. La pronuncia è perfetta. Apon, che nel video gioca con un flauto e un serpente finto, ha disegnato la sua compagna di banco Tiaba che danza con la sorellina vestita di bianco. Ora il suo disegno è esposto insieme a quelli degli altri compagni di fronte alla porta dell’aula, sulla parete che scorre lungo il corridoio del primo piano. Sui fogli non mancano la videocamera, il microfono, i fiori, qualche mostriciattolo e un piatto con le posate a destra e a sinistra.

Dicono che questa sia la loro canzone preferita ­ ”Na na na na na na na na, Kingston. Na na na na na na na na”. Le parole non le hanno ancora imparate, del resto hanno solo sette, otto anni e non tutti comprendono il francese. Sta di fatto che questi bambini si sono chiesti il significato del termine fachiro, domandato cos’è una miniera e perché Michael doveva avere il viso e le mani sporche. Hanno scoperto che esistono luoghi nel mondo dove ci sono bambini meno fortunati di altri, costretti a lavorare giorno e notte a volte senza vedere mai la luce del sole. Secondo la maestra Annarita, che fa sostegno e insegna italiano ai bambini stranieri della 2 B, un enorme significato nascosto dietro il videoclip di ”Kingston” lo ha avuto il coinvolgimento e l’incontro tra famiglie italiane e straniere, ”tema alquanto ostico”, sottolinea Annarita, ”la ricchezza dei bambini è incontestabile. Tra loro il pregiudizio non esiste – aggiunge compiaciuta – questa esperienza rappresenta un buon esempio di integrazione ben riuscito”. Oggi la Pisacane conta il 97% dei bambini stranieri, in gran parte nati a Roma ma senza cittadinanza italiana, quasi tutti figli di migranti. ”Qui si impara a parlare in italiano, si studiano le scienze, la geografia, la storia e la matematica. Si seguono laboratori di pittura, danza, musica e teatro”, dice la maestra. Il clima è divertente, non ideologico. È bastata una giornata. Una settimana dopo le mamme erano insieme a bere una tazza di tè.

La regia è di Fabio Luongo, vincitore di diversi premi tra cui il Pivi e Musica di Repubblica, e l’idea nasce dalla collaborazione con gli studenti del corso ”Visual and Innovation Design e Arte Cinematografica” della RUFA (Rome University of Fine Arts). I dati che appaiono nel videoclip sono forniti da ”Save the Children Italia”, con la collaborazione di Katia Scannavini.

Sandro Joyeux è prodotto dall’etichetta indipendete Mr Few, gestita da due giovani italiani.

Regia e montaggio – Fabio Luongo
Docente coordinatore – Pietro Ciccotti
Direttore della fotografia – Vito Frangione
Coordinatrice scenografia – Madi Celli
Scenografia – Alba Torregrossa, Sonja Felix, Felice Scala
Costumi – Giulia Crivellaro
Aiuto regia – Martina Marabitti, Alba Torregrossa
Assistente alla regia – Felice Scala, Martina Marabitti
Primo assistente alla camera – Luca Bardella
Secondo assistente alla camera – Vincenzo Capone
Assistente ai costumi – Sonja Felix, Martina Marabitti
Segretaria di edizione – Sara Serpente
Direttore di produzione – Gianluca Vicini
Post produzione e grafiche – Corso di strumenti di compositing
Etichetta musicale – MR. FEW

Video Articolo di Repubblica