11 aprile 2014
Piazza San Marco 49

Tipologia

  • Conferenze

Consigliato per:

  • Scultura

ORIZZONTI DEL NOVECENTO

Giornate di incontri dedicate alle arti
del XX secolo

“ORIZZONTI del NOVECENTO” è un ciclo di incontri dedicati alle arti del XX secolo che si tengono a Roma presso l’INASA. Gli ospiti del quarto appuntamento sono: LAURA MOCCI, storica dell’arte, docente della Scuola d’Arte e dei Mestieri Nicola Zabaglia, terrà un intervento su “Costantino Nivola: la scultura tra astrazione e tradizione” a cui seguirà la conversazione con lo scultore e docente RUFA DAVIDE DORMINO sul tema “Ricerche e proposte all’alba del XXI secolo”

Laura Mocci
Abstract: Pittore, scultore, designer, “urbanista”, Costantino Nivola seppe conciliare nelle sue opere, con lucidità ed equilibrio, tradizione e innovazione. Partito dalla Sardegna rurale, formatosi a Milano negli anni Trenta con Pagano, Persico, Marini, Sironi, Fontana, costretto a rifugiarsi in America per salvare la moglie dalle persecuzioni antisemite, Nivola rimase per tutta la sua carriera testimone fiero e genuino della manualità che rende unico il fare artistico. Amico di Le Corbusier, di Steinberg, collaboratore di grandi architetti come Breuer, Saarinen, inventore del sand-casting, l’artista sardo propose nella New York di Calder, Pollock, De Kooning, Brooks, un linguaggio sincero, schietto, fatto di valori antichi e di materiali poveri come calce, cemento, sabbia, terracotta, lamiera. Con i lavori in Sardegna cominciati negli anni Sessanta in piazza Sebastiano Satta a Nuoro, Nivola matura il suo percorso di ricerca raggiungendo l’universalità che caratterizza l’opera dei grandi artisti.
Laura Mocci insegna Storia dell’arte presso le Scuole d’Arte e dei Mestieri di Roma Capitale dal 2001 e Arti visive e discipline artistiche presso il CFP Nicoletta Campanella (Corviale) dal 2011. Laureata e specializzata in Storia dell’Arte Medievale e Moderna ha unito, nei primi anni della sua professione, all’attività di restauro con il consorzio ARKE’, svoltasi a Mantova, Città della Pieve e Roma, la collaborazione con la casa d’aste Christie’s. Attiva dal 1991 nei settori della catalogazione e della didattica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha collaborato dal 1992 con la Soprintendenza ai beni artistici e storici di Roma e del Lazio (poi Polo museale), con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione dal 1994 al 2004, con l’Istituto Nazionale della Grafica dal 2002 al 2011, la Regione Lazio dal 1998 al 2006 e con l’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2008. Autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate (Bollettino d’Arte, Rivista architettura. Studi e documenti, Roma sacra) e divulgative, dal 1997 al 2009 ha collaborato con il Dizionario Biografico degli Italiani della Enciclopedia Treccani. Dal 2009 cura la sezione dedicata alle mostre della rivista InsiderMagazine. Nel 2013 si è occupata di Street art nel quartiere San Lorenzo di Roma (un breve intervento è in corso di pubblicazione), ha curato nella Galleria ILEX la mostra di Francesco Zizola, Black and White, 1998 e la mostra-installazione Si può buttare, tenutasi dal 25 giugno al 25 settembre 2013. In collaborazione con Deanna Richardson, sempre negli spazi espositivi di ILEX ha curato la mostra China Dolls della artista canadese Nathalie Daoust, organizzata nell’ambito del XII° Festival di Fotografia di Roma. Presso il CIAC Centro Internazionale Arte Contemporanea di Genazzano, nell’autunno 2013, ha curato la mostra Azioni sui blitz dell’artista Iginio De Luca.

Davide DORMINO
Lavoro con le mani come un artigiano, come un contadino, come un artista che si basa sulla conoscenza arcaica e non su quello che ha studiato sui libri. La mia poetica è quella di piegare la materia cercando di visualizzare l’energia che per me sta in tutte le cose. L’energia magnetica e del pensiero guida tutta la mia ricerca d’espressione, mai come adesso grazie alle mie relazione trasversali con mondi affini come quello della moda e della musica questo lavoro è visibile e in continua evoluzione. Quello che alimenta il mio demone sono altri mondi apparentemente lontani, mi piace più ascoltare che parlare trasformare l’esperienza di un esploratore in un’opera. Rendere visibile con la materia il sogno di un poeta. Il mio ultimo progetto è stato quello di ricercare un luogo d’arrivo ideale che visualizzi questo passaggio di energia che sposta continuamente l’uomo dal centro di se stesso al centro del mondo. La tecnica l’ho imparata e sta nelle mani mi piace però superare i limiti imposti dalla tecnica stessa e dalla materia che uso, vivo in costante sregolatezza nel senso che non amo seguire le istruzioni ma cerco di riscriverle. Uso il ferro per disegnare, lavoro il marmo per trasformarlo in carta. Sono legato al mio paese da radici fortissime, talmente profonde che spesso mi impediscono di muovermi come vorrei. Sono consapevole di essere uno scultore, un’artista italiano contemporaneo.
Davide Dormino nasce a Udine il 19 giugno 1973: è scultore e artista visivo. La sua ricerca si esprime attraverso il disegno come progetto per la scultura. Cerca nuove forme elaborando i sistemi arcaici della lavorazione della materia grezza, soprattutto il ferro. Dialoga con altre espressioni artistiche come la musica e la moda per alimentare continuamente il proprio lavoro. Si confronta con la dimensione, operando ad ogni scala che sia in grado di rappresentare l’idea e inserirla nel contenitore adatto. Opere piccole e grandi, materiali trasformati senza artificio ma adattati alla volontà di interpretare lo spirito, senza tempo, del racconto di un evento o del proprio stato d’animo di artista contemporaneo. Lavora a Roma ed insegna Scultura alla RUFA Libera Accademia di Belle Arti di Roma.

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