Outdoor-Dormino
dal 25/10/2014 al 22/11/2014

Tipologia

  • Mostre

Consigliato per:

  • Scultura

Tutto pronto per Outdoor

Roma, comincia il festival di Urban art,
fra gli artisti, Davide Dormino

Andare oltre, questo il tema della quinta edizione di Outdoor festival, la manifestazione romana dedicata all’urban art. Moving forward, ché in inglese suona meglio, pare più un consiglio di vita che un semplice filo rosso usato per unire il programma di quest’anno. Dal 25 ottobre al 22 novembre è invece il tempo che avete a disposizione per vedere come gli artisti chiamati abbiano interpretato il concetto di questo procedere avanti, l’andare oltre che ha unito tutte le avanguardie artistiche degne di questo nome. E se Moving forward è più un consiglio che un tema, è chiaro allora che riguarda tutti, Italia, Francia, Grecia, Giappone, Norvegia, Sudafrica e America sono infatti le nazioni coinvolte per il festival evidentemente internazionale.

Fra gli italiani oltre alla criticatissima Laurina Paperina, Jb Rock, Brus, Ike, Tnec, Hoek e Galo c’è anche una voce che sembra distante dal panorama street capitolino e non: Davide Dormino, artista e docente di scultura alla Rufa. Derail è il progetto che porta, lavorato come tutti nell’Ex dogana di Roma a San Lorenzo. Lo stretto rapporto con l’ambiente, l’importanza del disegno, sono temi che uniscono la ricerca di Dormino a quella degli street artist propriamente detti e Derail, appunto, ne è un esempio.
«Il lavoro – dice l’artista – è la rottura volontaria di uno schema precostituito, una trasformazione che diventa una ripartenza. Derail è il proseguimento di due rette parallele che non si incontrano mai, ribellandosi si fondono in un flusso organico che scavalca un confine».

Dormino si trova davanti due binari morti, chiusi da un muro. L’artista prende 5 km di tondino di ferro cotto e li continua, li fa scavalcare il muro, va oltre, insomma, come vuole il tema di questa edizione. Ma oltre dove, si chiede, dove bisogna andare? Metafora del nostro spaesamento nei confronti della realtà, i tondini di Dormino, si fondono l’uno con l’altro, le rette paralle dei binari, che secondo le regole basilari della geometria non si dovrebbero incontrare, qui, potere dell’arte, si uniscono in una massa dove è impossibile trovarne il capo. «Il binario morto – sintetizza l’artista – è il fine corsa di due rotaie troncate di netto. Una barriera ma anche un arrivo. Il deragliare è la perdita di controllo della propria traiettoria». Come non essere d’accordo.

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