Fine arts

Pittura e arti visive

Scultura e installazione

RUFA a Spoleto nel Fuori Festival

Il Festival di Spoleto è uno di quegli eventi che non ha bisogno di presentazioni. Ogni anno la magnifica città umbra si apre al mondo, mostrando la sua bellezza monumentale, intatta come la sua storica vocazione all’arte.

Lo scenario maestoso della Rocca Albornoziana e la magnifica sequenza di arcate del Ponte delle Torri preludono al Teatro Romano del primo secolo Avanti Cristo, al seicentesco Teatro Caio Melisso Spazio, al trecentesco complesso del San Nicolò, all’ottocentesco Teatro Nuovo e alla grande piazza palcoscenico del Duomo, con la Basilica eretta nel dodicesimo secolo.

In questa incomparabile dimensione, nel 1958, è nato il Festival dei Due Mondi, così da celebrare l’arte in tutte le sue forme. Da quel preciso istante è stato un proliferare costante di ricerca ed espressività, grazie anche alle tante iniziative correlate che consentono ai giovanti artisti di entrare in contatto con i protagonisti assoluti della contemporaneità. E RUFA, ovviamente, non può mancare in questa cornice, così unica da restituire appieno il significato più autentico del Made in Italy.

All’interno del Fuori Festival saranno presentati 7 lavori originali di arte ambientale “site specific” realizzati da 7 studenti RUFA dei vari corsi del Dipartimento di Arti visive. Il Fuori Festival è un luogo nel quale arte e creatività si muovono e combinano tra loro secolari tradizioni locali con contemporanee sperimentazioni. L’obiettivo è fare da cornice al festival con performance parallele, avvicinando artisti e pubblico.

Nella splendida location del Roof Garden, immersa nel verde e situata sul punto più alto di Spoleto, tutte le discipline artistiche hanno l’opportunità di esprimersi, ampliarsi e amalgamarsi, per poter essere pienamente gustate e condivise in armonia con l’ambiente. L’edizione 2020 si terrà dal 20 al 30 agosto, e si sviluppa in collaborazione con il progetto artistico della RUFA “Ecosofia”, da cui si origina il concept “Eco-Society” che accompagnerà tutto il festival.

Gli studenti scelti si occupano principalmente di tecniche installative, performative e di scultura. I lavori riflettono sul tema della conoscenza e della natura, cercando il dialogo con il luogo che li ospita, con il fruitore e con la natura stessa. Il progetto si racchiude nell’acronimo WYSIWYG che sta per l’inglese “What You See Is What You Get” (“Quello che vedi è quello che è” oppure “Ottieni quanto vedi”). Il termine, proprio del campo dell’informatica, è qui traslato nel rapporto uomo-natura, tanto da diventare una sorta di sottotitolo comune per il lavoro installativo. Non si tratta di definire un tema o di dimostrare un qualsiasi teorema, ma di trovare campi di analisi e mostrare dei lavori che avessero l’eco-sofia, la conoscenza della natura, come spunto, come filosofia di base su cui articolare liberamente una ricerca.

I lavori degli studenti RUFA mostrano diverse prospettive: si spazia da una riflessione sulla possibile contraddizione di poter sviluppare una vera eco-sostenibilità in questo sistema economico, fino al ruolo dell’arte contemporanea, vista quasi parodisticamente, come bolla trasparente dentro cui attuare il distanziamento sociale, obbligatorio in questi giorni.

Sono tanti gli spunti di riflessione: il deterioramento, il senso dell’effimero, l’amore e la necessità di disegnarci un proprio spazio. Coordinati dai docenti Fabrizio Pizzuto (Storia dell’arte contemporanea e di Management per l’arte) ed Emiliano Coletta (Tecniche per la scultura) esporranno: Aurora Augenti – “1cm³ in più di aria”; Amedeo Longo – “The form of love”; Davide Miceli – “Stesso terreno”; Giulia Gaia Rossi – “Tra”; Gianluca Ricco – “Come Sisifo”; Stefano Tenti – “Present Continuous”; Sara Zanin – “(C5O2H8)n”. Quest’ultima opera sarà oggetto di un interazione con il pubblico che avrà luogo sabato 22 agosto negli stessi spazi.