RUFA Contest story

Aspettando i finalisti del RUFA Contest 2016, facciamo un po’ di ordine tra i ricordi, raccontando le intuizioni artistiche del Contest 2015

È passato un anno dal RUFA Contest 2015. Un’esperienza intensa ed entusiasmante, che ha proiettato l’Accademia in una dimensione internazionale e che ha regalato ai più meritevoli artisti e creativi made in RUFA la possibilità di cimentarsi con un grande protagonista della scena creativa mondiale, il graphic designer Stefan Sagmeister. Il tema scelto per il RUFA Contest 2015 è stato “Cosa ho imparato nella mia vita finora”. E le risposte degli studenti sono state tutte sorprendenti. Le varie selezioni hanno poi portato all’individuazione dei 25 finalisti. Ve li presentiamo uno alla volta, giorno dopo giorno, per ripercorrere il racconto di una storia fatta di talento, genialità e passione.

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COME TI PRESENTO A MIO PADRE?. ANTONIO PASQUARIELLO

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Nonostante siamo nel 2016, c’è ancora molta gente che considera i disabili come inetti o li guarda con disprezzo. C’è molta discriminazione sulla disabilità e Antonio ha imparato questa cosa sulla propria pelle. Un giorno di aprile del 2010 se ne è reso conto quando una ragazza con la quale si frequentava gli ha detto “Non possiamo andare avanti. La nostra storia non può diventare una cosa seria perché poi IO COME TI PRESENTEREI A MIO PADRE?!”. Da questa frase ha imparato che la gente vede un disabile come un peso; nessun genitore si augura per la propria figlia una relazione sentimentale con un disabile. Quindi ha trasferito questo suo pensiero su un lavoro di grande impatto visivo e concettuale, incidendo la frase su un supporto che sembra pelle. Con questo progetto lo studente si è aggiudicato il premio Aiap.

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NON SARO’ MAI SOLO SULLA MIA STRADA. LORENZO PERNICIARO

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Il suo progetto è l’immagine raffigurante la mia via d’uscita da un momento che per me è stato difficile, l’abbandono da parte di suo padre, non per scelta naturale ma per scelta sua. Grazie alle persone a lui care, a lui
vicine tra famiglia e amici è riuscito a crescere senza problemi come se un padre non gli servisse neanche, per questo il suo primo tatuaggio è stato “I’ll never be alone on my way” perché sa che non sarà mai solo sulla sua strada fino a che avrà vicino le persone a lui care. Il suo lavoro è stato anche assegnatario del premio speciale Radio Centro suono.

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9 COSE. LORENZA LIGUORI

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Il suo progetto è stato realizzato materialmente come un poster-istallazione, in cui sono presenti dei punti luce che seguono la costellazione di numeri. Dietro il poster, infatti, è stato creato un circuito di luci al neon che permette di illuminare i punti interessati. Unendoli e ripercorrendoli e possibile scrutare nell’animo della giovane creativa, riuscendo a leggere le nove cose che ha imparato nella sua vita finora.

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SENTI LA MUSICA, VEDI LA MUSICA. CHIARA TEDONE

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La musica non è solo da ascoltare, è da sentire. Se la sentissimo davvero, potremmo comprenderne la vera essenza fino a farne un’esperienza visiva. Il progetto consiste in un’installazione audiovisiva in cui le canzoni sono tradotte in visualizzazioni astratte in movimento che si formano sui contorni della frase-titolo e reagiscono agli impulsi della canzone, cambiando forme ei colori a seconda del ritmo e della traccia corrente. L’installazione potrebbe funzionare attraverso una playlist preimpostata o essere resa interattiva inserendo la canzone che si vuole visualizzare dal proprio mp3. La sua opera ha convinto la giuria e anche MTV, che ha deciso di assegnarle, in qualità di partner, il premio speciale, aprendole le porte degli MTV Digital days.

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PANTA REI – TUTTO SCORRE. CHIARA GIANCAMILLI

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Ogni istante che viviamo non è mai uguale ad uno precedente e noi mutiamo con essi. Il nostro corpo e la nostra mente sono strettamente legati al tempo e per questo ha voluto focalizzare l’attenzione sul fluire della vita,
inserendo un ostacolo davanti al soggetto poichè è quello che siamo soggetti affrontare quotidianamente. Ma anche i nostri ricordi sono condizionati dal tempo e non sempre sono così vividi come, al contrario, i nostri occhi ci permettono di vedere il mondo. Tante volte, ci resta difficile anche ricordare il volto di qualcuno che abbiamo amato. Solo il presente è a colori.

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COMBATTI E PRETENDI LE TUE CICATRICI. MARCO TAURINO

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Il suo progetto nasce da un’esperienza che in pochi potranno mai provare nella loro vita; parla di quando ci si trova in prima persona tra la vita e la morte, momento che ha vissuto a causa di un incidente alcuni anni fa,
riportando danni che lo hanno costretto a giorni in sala di rianimazione. Ed è con questa emozione che ha voluto far sentire quello che ha provato. Non tanto il riferimento alla morte, che siamo abituati a vedere attraverso mass media, film e telefilm, quanto l’attaccamento alla vita, quel momento in cui si capisce che si deve lottare per continuare a vivere. L’importante è conservare le proprie cicatrici.